Le origini e l'età romana
Il nome Fonte deriverebbe dalla presenza di sorgenti d'acqua terapeutiche in tempi antichi.
I numerosi reperti testimoniano che la presenza umana a Fonte risale perlomeno al Neolitico. Gli uomini di questo periodo avrebbero infatti trovato rifugio nelle grotte delle colline asolane, favoriti anche dalla fitta presenza di corsi d'acqua e di sorgenti. Alle civiltà preistoriche succedettero i Protoliguri e sembra che proprio a Fonte si trovasse una dei loro tanti insediamenti sparsi per il bacino del Mediterraneo.
Sotto i Romani il territorio dell'attuale Fonte fu compresa nell'agro del municipium di Asolo, come conferma tutt'ora la disposizione regolare di alcune strade, ricordo dell'antica centuriazione. Numerosi anche i reperti archeologici dell'epoca, soprattutto monumenti funebri, come la Lapide di Velleio (oggi conservata al Museo Civico di Asolo), stele funeraria con le effigi del defunto e della moglie (quest'ultimo andato perduto). L'importanza della zona crebbe in seguito alla costruzione della via Aurelia, che collegava Asolo a Padova.
Le invasioni barbariche e l'alto medioevo
Anche la zona di Fonte fu duramente colpita dalle invasioni barbariche a partire dal V secolo. Secondo la tradizione, nel 452 Attila, a capo degli Unni, distruggeva Asolo. Alle incursioni si aggiunsero anche eventi naturali, come terremoti ed epidemie.
Fonte è tra le località coinvolte nelle vicende che, tra l'XI secolo e il XIII secolo, videro come protagonista la potente famiglia degli Ezzelini. Il centro è citato nel computo delle molte proprietà della casata, stilato dopo la sua sconfitta avvenuta nel 1260.
Monumenti e luoghi d'interesse
•Villa Malombra
•Villa Muttoni
•Villa Pasini è un palazzo di stile veneziano del XVII secolo a tre piani
•Villa Salomon Pisani del XVI secolo
•Villa La Staglierona del XVI secolo
•Villa Persicini
•Villa Rinaldi'
Le rovine del castello di San Nicolò
Nei secoli bui del medioevo intorno al IX secolo il castello fu costruito dalla nobile famiglia di Treviso dei Da Castelli, il complesso e vasto perimetro con alte mura e una torre centrale si ergeva imponente sul colle di Nanon per bloccare le vicine roccaforti vicentine di San Zenone e di Romano. Presidiate dai famosi Ezzelini delegati e vassalli imperiali di Federico I e successivamente di Federico II. La roccaforte poteva ospitare 500 armigeri e dalla sommità del colle dominava tutta Fonte che allora era raccolta ai suoi piedi. All'interno del castello in caso di guerra la popolazione vi poteva trovare rifugio, ancora oggi ci sono i resti di una grande cisterna per la raccolta dell'acqua piovana. Fino all'inizio del secolo scorso esisteva una chiesetta dedicata al santo protettore del castello di San Nicolò. Con l'ascesa al potere della famiglia degli Ezzelini, che erano già signori della città di Bassano e di vari castelli vicentini, e con l'avvenire di Ezzelino II da Romano mossero un grande assalto sconfiggendo i Da Castelli dopo un mese d'assedio penetrando nel castello attraverso delle gallerie sotterranee visibili ancora oggi. Molti dei difensori comandati da Corrado Da Castelli perirono nella battaglia, il castello venne incendiato e occupato dalle truppe degli Ezzelini. Una decina di anni dopo molte delle cittadine delle odierne province di Treviso e Vicenza passarono sotto il controllo degli Ezzelini, ma dopo la definitiva sconfitta di essi nel 1256 il castello di San Nicolò tornò in mani trevigiane ritornando ai Da Castelli, ma il loro dominio sul castello durò ben poco, sul finire del XIII secolo fu conquistato dai signori di Verona, i Della Scala, poi passò ai signori di Padova e infine, come tutto il Veneto, il castello fu conquistato da Venezia. Il castello sotto il dominio dei veneziani fu demolito rendendolo inservibile militarmente, si salvò solo la cappella del castello dedicata a San Nicolò che fu oggetto di devozione e pellegrinaggio fino all'inizio del 1800. Oggi l'area è stata in gran parte recuperata da una famiglia di Fonte Alto e ogni anno vi si svolge una festa medioevale con figuranti in costume, così per qualche giorno il castello riprende vita ricordando gli antichi splendori.